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26/05/2026 16:54
Approfondimento giornalistico volto a informare e contestualizzare un tema di interesse pubblico

Sono scatole grigie, senza finestre, spesso anonime da fuori. Ma dentro custodiscono mail, foto, videochiamate, streaming e pezzi sempre più grandi della nostra vita digitale. E oggi proprio i data center arrivano al centro del dibattito in Consiglio regionale, con la Lombardia pronta a votare la prima legge italiana pensata per regolare l’espansione di queste gigantesche infrastrutture tecnologiche.

La Regione, che concentra la maggior parte dei data center italiani, vuole fissare regole più chiare su autorizzazioni, consumi energetici e aree dove costruirli. La priorità indicata dal testo è quella di usare aree dismesse ed ex siti industriali, cercando di limitare il consumo di suolo agricolo. Previsti anche incentivi all’uso di energie rinnovabili e al recupero del calore prodotto dai server.
La maggioranza difende la norma come un modo per governare un fenomeno ormai inevitabile e dare linee guida uniformi ai Comuni. Ma le critiche non mancano. Le opposizioni parlano di tutele ambientali insufficienti, mentre molti comitati e cittadini temono l’impatto energetico, il peso delle multinazionali del digitale e nuove colate di cemento nell’hinterland milanese.
Perché dietro il cloud, sempre più spesso, ci sono capannoni enormi, energia da consumare e territori chiamati a convivere con la nuova industria dei dati.