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28/07/2026 16:29
Quante volte abbiamo sentito dire 'il nuovo San Siro si farà'? Tante. Ma questa volta, più che un annuncio, arriva un calendario. E nei grandi progetti, spesso è proprio il calendario a fare la differenza.
Dopo anni di dibattiti, cambi di progetto, polemiche e stop, Comune di Milano e Regione Lombardia hanno firmato un accordo che mette nero su bianco la tabella di marcia per il futuro dell'area di San Siro. L'obiettivo è chiaro: completare tutte le autorizzazioni entro l'estate del 2027 e aprire i cantieri nella seconda metà dello stesso anno.
Non si tratta soltanto di costruire un nuovo stadio. Il piano ridisegna un'intera parte della città. Oltre al nuovo impianto, sono previsti il rifacimento del tunnel Patroclo, fondamentale per la viabilità della zona, e la successiva demolizione parziale dell'attuale stadio Meazza. Un intervento di rigenerazione urbana che cambierà il volto di uno dei quartieri più simbolici di Milano.
L'accordo serve soprattutto a evitare che il progetto resti impantanato tra uffici e autorizzazioni. Per questo Comune e Regione si impegnano a coordinare il lavoro e fissano anche un termine preciso: 560 giorni per completare tutte le valutazioni necessarie, comprese quelle ambientali. La vicesindaca Anna Scavuzzo ha assicurato che Palazzo Marino è pronto ad accelerare ogni passaggio possibile, a condizione che anche la società che gestisce il progetto rispetti i tempi previsti. L'obiettivo resta quello di vedere partire i lavori nel secondo semestre del 2027.
Dietro questa corsa contro il tempo c'è anche un traguardo internazionale. Milano punta infatti a ospitare la fase finale degli Europei di calcio del 2032 e avere un impianto moderno rappresenta un tassello importante della candidatura.
Naturalmente, il percorso è ancora lungo. Le autorizzazioni dovranno arrivare, le valutazioni ambientali dovranno dare il via libera e non è escluso che possano emergere nuovi ostacoli. Ma rispetto agli ultimi anni, una novità c'è: per la prima volta il progetto ha una road map condivisa e una scadenza ufficiale. E in una città che negli ultimi mesi ha visto aprire cantieri per metropolitane, tranvie e grandi opere, anche il futuro di San Siro entra, finalmente, nel calendario delle cose da fare.