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19/08/2026 15:19
Approfondimento giornalistico volto a informare e contestualizzare un tema di interesse pubblico.

“Una vergogna e una presa in giro”. Non usa mezzi termini il Comitato Ticino 2000, che da anni si batte per la sistemazione completa del ponte di barche di Bereguardo. Una struttura chiusa dal 9 dicembre e che, con i lavori che viaggiano in enorme ritardo, rischia seriamente di non riaprire neanche il 24 ottobre, data indicata dalla ditta per la conclusione del cantiere. Quando siamo ormai alla fine di agosto, delle 28 barche trasferite in officina per essere riqualificate, ad oggi ne sono state portate indietro solamente quattro.
Di questo passo, il timore è che si vada incontro a una nuova proroga della chiusura del ponte di Bereguardo, che collega la Lomellina al Pavese. Oltre alle barche da riqualificare e riposizionare, va poi ripristinato il ponte, che si sorreggerà su una superficie in cemento alleggerito. Andranno poi posate le travi in acciaio. Si sistemerà inoltre il piano di appoggio delle barche, per consentire a loro di alzarsi e abbassarsi, rimanendo in asse.
Di lavoro da fare, quindi, c’è n’è ancora tanto. Ma i giorni passano senza che il cantiere progredisca. Da qui, la delusione e l’amarezza espresse ai nostri microfoni dal Comitato Ticino 2000.
Il comitato nei prossimi giorni si riunirà per discutere di nuove iniziative da adottare per far sentire la propria voce agli enti competenti. In ballo ci sono anche i sacrifici di migliaia di residenti e pendolari, costretti ogni giorno a lunghi giri per il ponte chiuso e a pagare pesanti pedaggi autostradali.