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26/10/2026 18:37
Milano si aspettava un altro sabato difficile. Dopo le devastazioni del fine settimana precedente, il timore era che il centro tornasse a essere teatro di scontri e saccheggi. Questa volta, però, lo scenario è stato diverso.
Sabato migliaia di persone sono scese in piazza al termine di un pomeriggio che aveva messo in allarme il centro cittadino. I cortei, partiti da punti diversi della città, sono confluiti in un'unica manifestazione, con una partecipazione stimata tra le diecimila e le quindicimila persone. In strada, contemporaneamente, oltre 1.400 tra agenti e militari, controlli rafforzati e presidi nelle zone considerate più sensibili.
Il centro ha vissuto così una giornata sospesa tra due esigenze: garantire il diritto di manifestare e impedire che la protesta degenerasse nuovamente in violenza.
La tensione si è vista anche nelle strade commerciali. Alcuni negozi hanno protetto le vetrine con pannelli, mentre altri hanno scelto di restare aperti. E nonostante l'allerta, turisti, famiglie e persone arrivate per fare acquisti non hanno rinunciato del tutto al centro città.
Il corteo si è concluso senza le devastazioni temute e senza gravi turbative dell'ordine pubblico, secondo il bilancio della Questura. Un risultato legato anche a un dispositivo di sicurezza straordinario, che ha accompagnato la giornata dall'inizio alla fine.
Il bilancio del weekend, a parte qualche fermo di alcuni giovani in Piazza Duomo, non ha intaccato nemmeno la tanto discussa immagine della città. Costretta a misurarsi con la paura che la violenza potesse ripetersi nelle ore precedenti ma che ha risposto con la necessità di non lasciare che quella paura paralizzasse la vita quotidiana.
Milano ha superato la prova più immediata. Resta da capire come riportare alla normalità le sue piazze e le sue strade, senza trasformare ogni fine settimana in un'emergenza.