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05/10/2026 15:25
Il 30 settembre scoppia una rivolta nel carcere Don Bosco di Pisa, con diversi detenuti che - addirittura in diretta streaming su TikTok - denunciano la presenza di microspie nelle celle e condizioni inivibili, tra sovraffollamento e carenze igieniche. I partecipanti vengono in seguito arrestati e trasferiti in altre strutture detentive: uno di loro, un ragazzo di 29 anni, finisce nel carcere di Torre del Gallo, a Pavia.

Il giovane, durante una telefonata autorizzata, racconta ai parenti di essere stato picchiato durante il trasferimento e di avere avuto in seguito problemi respiratori, senza però ricevere aiuto. Il suo caso arriva sul tavolo dell'associazione Quei Bravi Ragazzi Family, una onlus che si occupa di giustizia sociale e di tutela dei diritti umani.

La presidente, Nadia Di Rocco, spiega di aver già chiesto di parlare con il direttore del carcere di Pavia. La telefonata del 29enne ha spaventato i familiari, che chiedono chiarezza sulle sue condizioni di salute e su cosa sia effettivamente successo durante il trasferimento tra le due strutture.

La legalità non si difende con la violenza né con ritorsioni compiute in nome dello Stato: si difende rispettando la legge, sempre e senza eccezioni - commentano dall'associazione Quei Bravi Ragazzi. Non chiediamo privilegi: chiediamo verità, trasparenza e un intervento urgente per proteggere la vita e l’incolumità di un uomo detenuto.