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09/07/2026 18:44
Approfondimento giornalistico volto a informare e contestualizzare un tema di interesse pubblico.

È arrivata la prima condanna per gli insulti online alla senatrice Liliana Segre: il Tribunale di Milano ha condannato uno degli hater, l'unico che aveva scelto di essere giudicato con il rito abbreviato, a 4 mesi, pena sospesa, e a un risarcimento di 1.500 euro. Per un altro, invece, è stata disposta la messa alla prova con lavori di pubblica utilità per 12 mesi alla Caritas e un risarcimento alla Fondazione Memoriale della Shoah di 300 euro.
Il pronunciamento ha quindi messo così la parola fine al primo processo derivato da uno dei filoni della maxi inchiesta della Procura, scattata dopo le denunce di Segre, assistita come parte civile dall'avvocato Vincenzo Saponara. Procedimento che vedeva imputate otto persone in totale e con al centro l'accusa di diffamazione aggravata dall'odio razziale per quegli insulti via social alla sopravvissuta all’Olocausto perpetrato dal regime nazista.
Già nelle scorse udienze, davanti alla giudice Francesca Ghezzi della sesta sezione penale, alcuni imputati si erano scusati con delle lettere e avevano fatto pervenire un risarcimento, sempre al Memoriale della Shoah, con somme dai 500 fino ai 2.000 euro. Passaggi che avevano portato la senatrice a vita a ritirare le querele, per cui quelle posizioni erano uscite dal processo con dichiarazione di "non doversi procedere".
Questo primo procedimento era scaturito da uno dei filoni che, nell'aprile 2025, erano passati anche per la decisione del gip Alberto Carboni, dopo le istanze di opposizione dell'avvocato Saponara contro le richieste di archiviazione del pm Nicola Rossato. Intanto, su una diversa tranche, è fissata un'udienza davanti al gup Fabrizio Filice per il primo ottobre a carico di altre posizioni.