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22/09/2026 17:55
Meno dieci ormai allo stop delle auto diesel euro 5 per migliorare la qualità dell’aria, ma mentre le altre regioni hanno prorogato il termine, la Lombardia è ancora ferma. Il blocco, in partenza dal 1° ottobre e valido per tutto il Bacino Padano, è previsto dal decreto 121 del 2023 emanato dal Governo in risposta a due sentenze della Corte di Giustizia Ue. Lo stop scatterebbe dal lunedì al venerdì dalle 7.30 alle 19.30 in tutti i comuni lombardi con più di centomila abitanti, tra cui anche Milano, interessando nel complesso 450 mila veicoli.
Sulla proroga, all’inizio, ha provato a lavorare la giunta regionale, attraverso un documento proposto dall’assessore all’Ambiente Giorgio Maione. Il provvedimento avrebbe dovuto introdurre la possibilità per i diesel euro 5, cioè quelli omologati dal 1° settembre 2009 e immatricolati dal 1° gennaio 2011, di continuare a circolare entro una certa soglia, ipotizzata a circa 10mila chilometri.
Per misurarla, i veicoli avrebbero dovuto installare la scatola nera Move-in, messa a disposizione da Regione Lombardia. Il dispositivo sarebbe stato ammesso dalla normativa nazionale, che consente misure alternative allo stop per arrivare a una riduzione equivalente delle emissioni. Che poi, è stata la linea adottata dalle altre regioni del Bacino Padano.
Tuttavia, il documento presentato dall’assessore Maione è stato ritirato nell’ultima seduta di giunta, perché considerato comunque troppo restrittivo. Con il plauso di Fratelli d’Italia, che aveva incalzato ad approfondire ogni possibile alternativa prima di introdurre un meccanismo destinato a incidere concretamente sulla mobilità di migliaia di cittadini lombardi.
La palla, quindi, è passata ormai completamente nelle mani del governo, in particolare in quelle del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini. Come già annunciato, il vicepremier ha ribadito che nel prossimo Cdm poterà un decreto per rinviare questo blocco, giudicato “insensato”. Nel caso si sforasse la data del 1° ottobre, Regione Lombardia starebbe valutando una mini-proroga fino alla fine dell’anno, così da consentire al governo di perfezionare il provvedimento.