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24/09/2026 14:08
Approfondimento giornalistico volto a informare e contestualizzare un tema di interesse pubblico

A Milano il diritto allo studio continua a fare i conti con il prezzo di una stanza. Affitti elevati, posti letto insufficienti e studentati che, anche quando ci sono, non sempre risultano accessibili ai fuorisede. Con l'inizio del nuovo anno accademico, il problema torna al centro del dibattito e alla Statale, in Festa del Perdono, ricompaiono le tende.
A far scattare la protesta il caso di uno studente che ha perso il posto in residenza universitaria per non aver raggiunto i requisiti di merito previsti dalla Regione, pur avendo conseguito, secondo gli organizzatori, un numero di crediti in linea con la media nazionale.
Ma la questione riguarda molti altri fuorisede. Anche gli studentati realizzati con i fondi del PNRR, denunciano gli studenti, non sempre rappresentano un'alternativa economicamente sostenibile: le tariffe possono superare i 700 euro al mese, avvicinandosi ai prezzi del mercato privato.
Sono passati tre anni da quando Ilaria Lamera piantò la prima tenda davanti al Politecnico, dando il via a una mobilitazione nazionale. E con ogni nuovo anno universitario, il tema dell'accessibilità degli alloggi torna d'attualità.
Gli studenti chiedono più residenze pubbliche e posti letto a prezzi sostenibili. Una protesta che si intreccia anche con la contestazione delle spese militari, riassunta nello slogan: ‘Servono posti letto, non bombe’.