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16/02/2026 17:12
Gli avvocati di Marco Panzarasa tornano a ribadire l'estraneità del loro assistito a tutti i fatti che riguardano il delitto di Garlasco. E ricordano come in passato si siano rivolti all'autorità giudiziaria per far togliere dei video da internet. Un'azione che gli avvocati dello storico amico di Alberto Stasi, il ragazzo condannato per l'omicidio dell'allora fidanzata Chiara Poggi, sono pronti a rifare. Pur essendo riconosciuto estraneo del tutto ai fatti che riguardano il delitto di Garlasco, Panzarasa ciclicamente viene citato da alcuni yotuber, come persona a vario titolo coinvolta nel giallo di Garlasco. L'ultimo caso riguarda un bigliettino anonimo che nel 2007 Rita e Giuseppe Poggi trovarono sulla tomba di Chiara. Nel foglietto si accusava dell'omicidio un certo Marco. Una yotuber ha pubblicato un'intercettazione tra la mamma di Chiara, Rita, e l'avvocato della famiglia Gianluigi Tizzoni, nel quale la donna si chiede a quale Marco i bigliettino faccia riferimento. E poi si chiede se sia Panzarasa. Si tratta di un'intercettazione del tutto irrilevante, ma che è stato sufficiente per alcuni per produrre materiali video su Panzarasa. La cui reazione non si è fatta attendere e per voce dei suoi avvocati ha ribadito la propria estraneità ai fatti. I legali hanno ricordato come sia provato che Panzarasa il 13 agosto 2007, quando Chiara ha trovato la morte nella villetta di via Pascoli, fosse in vacanza in Liguria. Il fatto è stato provato e l'uomo, oggi avvocato, è rientrato solo nel pomeriggio a Garlasco. Gli avvocati ricordano anche come la nuova inchiesta, che vede indagato l'amico del fratello di Chiara Andrea Sempio, non abbia toccato Panzarasa, che in sede di incidente probatorio, si era reso disponibile a fornire il proprio dna, come richiesto dagli avvocati della famiglia Poggi. Gli avvocati nella stessa nota smentiscono una serie di fake news sul loro assistito e bollano come inammissibile il fatto “la reputazione personale e professionale dell’avvocato Panzarasa sia ciclicamente oggetto di allusioni ed insinuazioni la cui falsità è evidente”.