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23/01/2026 17:17
Negli Stati Uniti e in Canada, il Palaitalia continua a essere osservato speciale. È qui che si giocherà il torneo olimpico di hockey, ed è qui che, dall’altra parte dell’oceano, giornalisti e addetti ai lavori stanno passando tutto al microscopio. Anche i dettagli. La consegna dell’impianto è fissata per il 25 di gennaio, l’inaugurazioni il 5 di febbraio, alla Vigilia dell’inizio dei Giochi. Le autorità rassicurano: tutto verrà completato nei tempi, un rush finale vero e proprio che però non crea preoccupazioni da nessun punto di vista.

Dopo i test event di inizio mese, il racconto che arriva dal Nord America cambia tono. Le verifiche sul ghiaccio e sulla visibilità non hanno fatto scattare allarmi, ma l’attenzione si è spostata rapidamente altrove. Non su ciò che succede sul campo, bensì su ciò che lo sovrasta: il maxi-schermo.
Le immagini diffuse durante le prove hanno acceso un confronto immediato con gli standard NHL. In arene dove lo schermo è parte strutturale dell’esperienza – replay continui, grafiche, intrattenimento – quello montato a Milano viene percepito come marginale. Non insufficiente, ma distante da un’idea di spettacolo a cui statunitensi e canadesi sono abituati da anni.
Questo, ovviamente, non mette in discussione il torneo. Le grandi nazionali hanno confermato le loro squadre e le stelle dell’hockey saranno in pista. Ma il confronto resta aperto: l’Arena Santa Giulia convince sul piano sportivo, molto meno su quello scenografico. E per chi arriva da oltreoceano, la differenza conta.