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05/11/2026 18:38
Il contenuto affronta un evento sensibile in chiave informativa e giornalistica, con l’obiettivo di fornire contesto e comprensione dei fatti.

Mensole piene, dispense che ancora ricevono cibo dai fornitori, tavoli vuoti, pronti per essere occupati. Manca solo il pesce fresco sul bancone, ma quello arriva solo insieme ai clienti. C’è un gran da fare dentro il Robata Kan, il ristorante giapponese danneggiato dal tram deragliato il 27 febbraio tra viale Vittorio Veneto e via Lazzaretto a Milano. L’11 novembre, a un anno esatto dall’inizio della sua attività, il locale riaprirà finalmente al pubblico le sue porte.
Nel momento dell’incidente, avvenuto intorno alle 16, alcuni dipendenti stavano lavorando. “Tremava tutto e sono saltate le luci. Credevamo fosse un terremoto”, aveva dichiarato uno di loro. Gli alberi della zona hanno impedito al mezzo di disintegrare il locale, anche se i danni sono stati ingenti. Il pensiero di Shogo Inoue, il gestore, così come degli impiegati, è andato subito alle 2 vittime e ai 49 feriti. Nei giorni successivi, sono iniziati i lavori di ristrutturazione.
Mentre la casa madre, il gruppo Zekkocho di Tokyo, ha aiutato economicamente, si è attivata anche una rete solidale a Milano. In prima linea, il Ramen Bar di Akira Yoshida, nel quartiere Isola, che ha dato lavoro ai dipendenti del Robata Kan prendendo la merce che altrimenti sarebbe deperita. Ma anche loro hanno fatto volontariato per ripagare l’Italia del sostegno. Adesso, però, è il momento di riaprire ed è già tutto esaurito.
Il Robata Kan vuole restituire ai clienti i sapori e i profumi autentici delle case dei pescatori giapponesi. Pesce e verdure vengono cotti con gli infrarossi, così da essere morbidi dentro e croccanti fuori, per poi essere serviti al bancone con la tipica pala di legno. Un mondo tutto da scoprire, come dimostrano i tanti curiosi che si affacciano alla porta vetro, tra chi sa e chi non sa.