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27/05/2026 19:48
Il contenuto affronta un evento sensibile in chiave informativa e giornalistica, con l’obiettivo di fornire contesto e comprensione dei fatti.

L’accoltellamento del 22enne Gianluca Ibarra Silvera nella Stazione di Milano Certosa ha riacceso la preoccupazione dei residenti della zona, ma anche di chi lavora nella struttura. La paura è palpabile sui loro volti, a tal punto che quasi tutti non hanno nemmeno voluto mostrarli. Ciononostante, la denuncia è forte: la richiesta, almeno all’interno della stazione, è di più telecamere e di un presidio fisso di forze dell’ordine.
Per i residenti che abitano proprio al di sopra della struttura, schiamazzi notturni, degrado accanto e sui binari, paura anche solo ad affacciarsi al balcone. Per chi lavora in stazione, turni di notte in preda al terrore per la propria incolumità e mattine passate a cercare di pulire il più possibile dei bivacchi serali.
La zona, i residenti lo rimarcano bene, è stata spesso teatro di episodi di cronaca, soprattutto risse, scippi e furti. Tra i fatti che hanno fatto più scalpore, una tentata rapina con il ladro rimasto intrappolato in un caveau a febbraio e un pestaggio avvenuto a giugno 2025, proprio in stazione. Due 25enni, poi arrestati a settembre, picchiarono e strapparono una collana al collo di un coetaneo mentre questo scendeva le scale. E poco più di un anno fa, in occasione del Patto stazioni sicure, la Prefettura aveva comunicato più controlli e illuminazione anche nella stazione di Milano Certosa.
L’area è stata anche oggetto di un’opera di riqualificazione. Il Milano Certosa District, concepito nel 2010 ma avviato e sperimentato tra il 2023 e il 2025, ha intensificato il polo tecnologico della zona, le aree verdi e ha recuperato vecchi edifici dismessi. A sentire i residenti, però, tutto ciò che sta intorno è “terra di nessuno”. Compresa la stazione.