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18/05/2026 17:27
Una distesa verde grande quasi quanto cento campi da calcio che rischia di trasformarsi in un caso politico da 20 milioni di euro. Parliamo delle storiche piste ippiche Trenno e Maura, nell’area nord-ovest della città: uno degli ultimi grandi polmoni verdi milanesi.
La domanda che divide Palazzo Marino è molto semplice: il Comune deve davvero spendere 20 milioni di euro per salvare queste aree… oppure potrebbe proteggerle senza spendere quasi nulla?
Facciamo un passo indietro. Quelle aree oggi non sono edificabili: sono già vincolate dal Parco Sud e una parte ha persino una tutela del Ministero della Cultura. In pratica, costruire lì sopra è estremamente difficile. E allora perché il Comune vuole comprarle?
Perché esiste un vecchio accordo tra Snaitech, proprietaria delle aree, e una società immobiliare che avrebbe valutato tutto il complesso proprio 20 milioni, ipotizzando in passato possibili sviluppi edilizi. Da qui nasce il nodo: secondo alcuni consiglieri comunali, però, il valore reale del terreno — proprio perché non edificabile — sarebbe molto più basso, attorno ai 5 milioni.
Tradotto: Milano rischia di pagare quattro volte tanto per comprare qualcosa che, di fatto, è già protetto.
Ed è qui che il caso diventa politico. C’è chi sostiene che acquistare l’area sia il modo più sicuro per garantirla ai cittadini per sempre. Ma c’è anche chi dice: basta cambiare alcune regole urbanistiche e il verde si salva senza pesare sulle casse pubbliche.
Insomma, non è solo una storia di cavalli, piste ippiche o urbanistica. È una domanda molto concreta che riguarda tutti: quanto deve spendere una città per difendere il proprio verde?