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29/04/2026 19:26
Forse in quella casa di Serra del Monte, comune di Cecima, in Oltrepò, dove la scientifica ha già lavorato ore e ore, c’è qualcosa che può aiutare a dipanare il mistero della morte di Elisa Giugno, la 22enne di Voghera trovata senza vita martedì mattina tra l’erba alta di un campo, fuori dal paese. Per questo la Procura ne ha disposto il sequestro.
E lo stesso è stato dell’auto in uso al suo amico, il 23enne Davide Todarello, che avrebbe ospitato la vittima per 4 o 5 giorni proprio in quella casa di campagna. Il ragazzo al momento non risulta indagato, sebbene sia stato sentito a lungo dai carabinieri. Sulle sue dichiarazioni e quindi sulla ricostruzione degli ultimi giorni di Elisa, al momento, gli investigatori mantengono il più stretto riserbo.
Anche perché, per risolvere questo drammatico giallo di provincia manca un elemento fondamentale: le esatte cause della morte della ragazza. Per ora tutte le piste restano aperte, dall’omicidio al gesto estremo fino alla morte per cause naturali.
Contrariamente alle indiscrezioni di stampa emerse nelle ultime ore, gli investigatori smentiscono seccamente la presenza di segni di violenza evidenti sul suo corpo ma sarà ovviamente l’autopsia, ancora da fissare, a mettere dei punti fermi in questo senso.
Intanto, dalle testimonianze dei residenti, emergono nuovi dettagli sulle ultime ore in cui la giovane è stata vista in vita. È venerdì 24 aprile, al mattino, quando alcune persone la notano in paese.
Poi, il silenzio. I famigliari segnalano alle forze dell’ordine che non riescono a mettersi in contatto con lei. E iniziano le prime ricerche.
Poi, il giorno dopo, viene formalizzata la denuncia di scomparsa. La ragazza, da quanto si è appreso, aveva attraversato in passato momenti di fragilità.
Una donna che abita nella frazione avrebbe riferito ai carabinieri di aver visto, sabato mattina all’alba, un uomo accovacciato nell’erba alta, più o meno nel punto in cui, tre giorni dopo, martedì mattina, è stata trovato trovato il corpo della giovane.