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24/07/2026 17:23
Approfondimento giornalistico volto a informare e contestualizzare un tema di interesse pubblico.

Un ordine del giorno destinato a far dibattere, dal momento che ormai è stato approvato. Durante la discussione dell’assestamento di bilancio 2026-2028, nell’aula del Pirellone a Milano è passata la proposta firmata dalla Lega rivolta ai cittadini extracomunitari detenuti nelle carceri lombarde. Il documento, votato da quasi tutto il centrodestra, nonostante qualche assenza e defezione, prevede che chiunque di loro sia prossimo al fine pena a partire da un massimo di due anni, venga “espulso dal territorio nazionale e fatto rientrare in quello di origine, per essere quindi reintegrato.”. Si tratta, in sostanza, dell’applicazione del concetto di “remigrazione”, messo in atto per la prima volta al Pirellone.
"Una progettualità concreta su cui non è vero che la Lombardia non ha competenza, perché la Regione può creare dei protocolli", ha commentato il capogruppo del Carroccio Alessandro Corbetta, primo firmatario dell’ordine del giorno. La proposta, ha spiegato, “punta a evitare che cittadini extracomunitari detenuti, privi di reali prospettive di integrazione, vengano semplicemente rimessi sul territorio al termine della pena”. Una volta espulsi, secondo l’ordine del giorno della Lega essi dovrebbero essere reintegrati nel loro Paese d’origine anche attraverso strumenti della cooperazione internazionale”.
Il motivo che sta dietro alla proposta affonda le sue radici nei dati sul sovraffollamento delle carceri lombarde, snocciolati dallo stesso Corbetta: “Al 30 giugno risultavano 9.113 detenuti a fronte di una capienza di 6.072 posti. I prigionieri stranieri sono 4.139, pari a circa il 45%”. E in più, aggiunge,” la recidiva per gli extracomunitari tocca quote vicino al 50%”. Considerando questi numeri, il capogruppo della Lega ha auspicato “ampia condivisione alla proposta”, che è stata approvata, “per dare un segnale chiaro e fare da apripista anche a livello nazionale”.