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26/10/2026 19:19
Il contenuto affronta un evento sensibile in chiave informativa e giornalistica, con l’obiettivo di fornire contesto e comprensione dei fatti.

È arrivato ridendo quando una giornalista lo ha incalzato, è uscito con la conferma dell’aggravante della premeditazione. E i familiari della vittima, alla lettura del dispositivo, hanno fatto partire un applauso, seguito da abbracci anche con il legale che li ha assistiti.
È iniziato e finito in poche ore il processo d’appello bis di Alessandro Impagnatiello, ex barman 33enne in carcere a Pavia per aver ucciso l’ex fidanzata Giulia Tramontano, incinta, con 37 coltellate a Senago, nel Milanese, lo scorso 27 maggio 2023. Il motivo del gesto è la scoperta della doppia relazione che lui aveva con un’altra donna. L’uomo è già condannato all’ergastolo, la nuova udienza serviva a confermare o meno l’aggravante della premeditazione, su istanza della Cassazione.
In aula si sono presentati i familiari della vittima, dalla sorella Chiara alla madre Loredana, assistite dall’avvocato Nicodemo Gentile. Erano invece assenti i parenti dell’imputato. Una mancanza che Chiara Tramontano ha notato con una certa rabbia.
Ma già all’inizio del processo, sia sorella che madre di Giulia si erano dette scioccate per essere entrate in aula dalla stessa porta dell’ex fidanzato della vittima, nonché imputato e condannato nel processo.
Nell’attesa che verranno depositate le motivazioni della sentenza, entro 45 giorni, i parenti della vittima auspicano che la decisione venga mantenuta e che non debbano più fare viaggi prima di tutto nel trauma che li segnerà a vita.