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09/02/2026 19:14
Uno “sfruttamento che va avanti da anni” e “colpisce numerosissimi lavoratori”, che percepiscono “retribuzioni in contrasto coi contratti collettivi e sotto la soglia di povertà” e che quindi “va fermato al più presto”. È questa la motivazione con cui il pm di Milano Paolo Storari ha disposto in via d’urgenza il controllo giudiziario per Foodinho, la società di delivery del colosso spagnolo Glovo. Stando agli accertamenti, si parlerebbe di paghe inferiori in alcuni casi a quasi l’80% rispetto alla soglia di povertà e oltre l’80% della contrattazione collettiva. Per questo presunto caporalato sono indagati dai Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro lo spagnolo Pierre Miquel Oscar, amministratore di Foodinho, e anche la sua società.
Nelle testimonianze rese dai rider, 40mila in totale in Italia e 2mila circa nella sola area meneghina, alla Procura di Milano, qualcuno avrebbe parlato di compensi che variano da 2,50€ a 3,70€ a consegna, per un totale di circa 8 o 900 euro al mese a fronte di 12 ore di lavoro. E in caso di ritardi, avrebbero ricevuto penalizzazioni. I rider avrebbero anche puntualizzato di essere costantemente controllati dal Gps, che segnala all’azienda quando sono fermi, lasciando loro poche pause. In totale, al giorno, alcuni percorrerebbero distanze anche di 50/60km, venendo esposti a rischi legati al traffico. Per non parlare delle spese che devono affrontare. Molti cambierebbero lavoro, ma, si legge nei verbali, sono costretti ad effettuare consegne a domicilio perché non trovano altro.
Tutte queste condizioni, secondo il pm Storari, non permetterebbero ai rider di condurre “un’esistenza dignitosa”. Di fatto, quindi, solleva questioni analoghe a quelle sottolineate dalla Usb durante i numerosi presidi davanti al Tribunale del Lavoro, oltre al fatto che i lavoratori sono gestiti da un algoritmo e non da umani. Perciò, la Procura chiede che i rider vengano regolarizzati al più presto.