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18/05/2026 17:22
Milano da tempo prova a mettere il silenziatore alla movida. Non una guerra ai locali, ma un nuovo equilibrio tra chi vuole divertirsi e chi, dopo anni di notti insonni, chiede semplicemente di dormire.
Il Comune prepara due ordinanze: in undici zone simbolo della vita notturna scatteranno stop agli alcolici da asporto dalle 22, dehors chiusi all’una nei feriali e alle due nel weekend. Ma la vera novità è il giro di vite in zona Lazzaretto e corso Garibaldi, dove le restrizioni saranno ancora più dure.

Dietro questa stretta non ci sono solo polemiche, ma una sentenza storica: 34 residenti hanno ottenuto un risarcimento dal Comune per rumore e degrado, con il giudice che ha riconosciuto un danno alla salute e alla qualità della vita. È questo il punto che rende la notizia centrale per tutta la città: non si parla più solo di schiamazzi, ma del diritto a vivere gli spazi urbani senza che il divertimento di alcuni diventi il problema di altri.

E mentre i comitati chiedono misure ancora più severe, i commercianti temono l’effetto opposto: una Milano meno viva, meno attrattiva, meno libera. La domanda, allora, è aperta: come puòe una città non dormire mai per definizione… senza tenere svegli tutti?