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11/03/2026 15:10
Il contenuto affronta un evento sensibile in chiave informativa e giornalistica, con l’obiettivo di fornire contesto e comprensione dei fatti.


Gli scaffali sono pieni, le luci accese, i clienti continuano a entrare. Ma da oggi alla Hoepli si lavora con una domanda che pesa su tutto: che ne sarà di noi? Il giorno dopo la decisione dei soci di mettere in liquidazione volontaria la storica libreria e casa editrice milanese, il pensiero corre subito ai circa 90 lavoratori che tengono in piedi uno dei luoghi simbolo della cultura cittadina.Dopo 156 anni di attività, l’assemblea dei soci ha deciso lo scioglimento della società. Alla base risultati economici negativi e un duro conflitto interno tra i soci. Una scelta che apre ora la fase della liquidazione, tutta ancora da scrivere.La procedura è solo all’inizio e gli scenari restano incerti. L’azienda potrebbe essere ceduta anche in modo frazionato, con la possibilità che le diverse attività vengano vendute separatamente.Ma non tutti accettano questa prospettiva. Il socio Giovanni Nava, che detiene circa il 30% delle quote, ha annunciato battaglia e promette di opporsi in tutte le sedi legali per salvare libreria e casa editrice, che definisce «un pezzo della storia d’Italia ancora vivo».Intanto i sindacati chiedono che anche le istituzioni cittadine si attivino per difendere uno dei presìdi culturali più storici di Milano. Sabato davanti alla libreria è previsto un flash mob: perché, dicono, «la storia di Milano non si liquida».Hoepli, avviata la liquidazione: 90 lavoratori a rischio posto di lavoro