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29/09/2026 19:44
Il contenuto affronta un evento sensibile in chiave informativa e giornalistica, con l’obiettivo di fornire contesto e comprensione dei fatti.

Era sabato notte, 26 settembre, quando la piazza tattica tra via Corridoni e via Respighi a Milano si è riempita con circa un migliaio di ragazzini. Là davanti c’è il liceo Leonardo Da Vinci, perciò il motivo era chiaro: festeggiare il ritorno a scuola. Se non fosse che quel tipo di raduni è abusivo e generalmente in balia di un’autogestione che coinvolge minorenni e appena maggiorenni. E infatti, spulciando i social network, si può vedere che qualcosa è andato storto. Per essere eufemistici.
Su Tik Tok sono apparse decine di video fai da te realizzati dai presenti al cosiddetto “Leofest”, dal nome del liceo, con testi in sovrimpressione che si chiedono cosa sia successo. In uno si vede l’arrivo della polizia con sirene spiegate. Dalle prime ricostruzioni, dall’utilizzo di bombolette al peperoncino si andrebbe a casi di violenza, risse, liti e aggressioni. Ci sarebbero state una richiesta di aiuto al 118 e anche un intervento della Digos per via dello spray, ma nessuno dei due avrebbe avuto riscontri. Gli inquirenti sono comunque al lavoro per vederci chiaro.
C’è stato però un intervento registrato, non lì, a pochi chilometri di distanza: in via Crocifisso, verso le colonne di San Lorenzo, un ragazzo di 17 anni, intorno alla mezzanotte, avrebbe chiesto aiuto in seguito a ferite al ginocchio, al collo e a una mano. Trasportato in codice giallo alla clinica De Marchi, avrebbe raccontato di essere stato picchiato da un gruppo di cinque o sei sconosciuti di origine nordafricana con cui avrebbe avuto poco prima una lite al “Leofest”. Oltre a calci e pugni, gli aggressori gli avrebbero anche inferto dei fendenti prima di far perdere le proprie tracce.
È assurdo pensare che il “Leofest” sia solo un raduno degli studenti del liceo eponimo: essendo un luogo pubblico, si presentano sicuramente anche estranei in cerca di festa. O di scatenare il caos, come già successe nel 2023 e nel 2021, quando si registrarono casi di rapine, risse e malori.