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23/10/2026 16:11
Il video riporta fatti oggetto di un procedimento giudiziario ed è realizzato esclusivamente a fini informativi e di cronaca.
La procura di Pavia ha riaperto le indagini sulla morte di Giovanni Ferri, il pensionato di 88 anni, che è stato trovato senza vita in un’intercapedine in via Mulino a Garlasco. Nel 2010, all’epoca del rinvenimento, la morte di Ferri venne archiviata come suicidio. Oggi però la procura, guidata da Fabio Napoleone, ha affidato a un pubblico ministero le indagini per omicidio volontario contro ignoti. Il mese scorso Napoleone aveva incontrato l’avvocato Fabrizio Gallo, che assiste la moglie di Ferri, che non ha mai creduto al suicidio. È stata la vedova tramite il proprio legale a chiedere che venissero riaperte le indagini. La donna non ha mai creduto alla versione del sucidio. Ferri è stato trovato morto in un intercapedine larga meno di un metro con la gola e un polso tagliato. Il coltello è stato ritrovato per terra. Proprio la dinamica dell’omicidio e il ritrovamento in un luogo anche difficile da raggiungere hanno fatto sorgere diversi dubbi. Ai piedi dell’uomo ci sarebbe stato anche un coltello insanguinato, sul quale pochi giorni fa ha chiesto l’analisi del dna lo stesso avvocato Fabrizio Gallo. Il suicidio di Giovanni Ferri è stato in più di un’occasione messo in relazione con tutti gli altri suicidi che sono stati connessi al delitto di Chiara Poggi, avvenuto a Garlasco nel 2007, le cui indagini sono state riaperte nel 2025. Finora si è trattato però di suggestioni dal momento che la figura di Ferri in nessun modo è risultata legata alla vittima, né al fidanzato condannato per il suo omicidio Alberto Stasi, nè tanto meno al nuovo indagato Andrea Sempio.