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09/05/2026 18:51
Attese sempre più lunghe, corse ridotte e mezzi spesso sovraffollati.
È da qui che nasce la protesta andata in scena a Milano, dove alcune decine di persone si sono ritrovate in largo Cairoli per chiedere un trasporto pubblico più efficiente e accessibile.

In piazza, per la prima volta insieme, i comitati di cittadini AspettaMI, La 73 non si tocca e i gruppi di quartiere del Basso Lambro e di Lambrate-Rubattino, affiancati dai sindacati Al-Cobas e STAS, che rappresentano anche gli autisti.

Al centro della mobilitazione c’è il peggioramento del servizio di superficie. Secondo i manifestanti, autobus, tram e filobus passano sempre meno frequentemente, con attese che in alcuni casi arrivano a venti o trenta minuti.

Tra le criticità segnalate ci sono anche scale mobili e ascensori spesso fuori uso nelle stazioni, difficoltà per anziani e persone con disabilità, un aumento degli episodi di microcriminalità a bordo e la cronica carenza di personale.

Per chi guida i mezzi, il problema è doppio: turni pesanti e stipendi che, secondo i sindacati, non tengono il passo con il costo della vita in città.

La contestazione si allarga poi alle scelte del Comune, accusato di aver privilegiato altri progetti lasciando in secondo piano il servizio utilizzato ogni giorno da migliaia di milanesi.

Intanto si va verso lo sciopero del trasporto pubblico in programma il 15 maggio tra il capoluogo lombardo e Monza: si tratta del quindicesimo stop sul territorio dal 2022.