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02/01/2026 19:15
Dal 2025 emergono segnali positivi per quanto riguarda i livelli di polveri sottili nell’aria che si respira in Lombardia. Si è registrato infatti un miglioramento qualitativo generale, complice il meteo, che ha visto ridursi il numero di giornate invernali con aria fredda, greve e inquinata. Sembra anche esserci una tendenza tutto sommato positiva, che lascia ben sperare sul raggiungimento degli obiettivi di qualità dell’aria fissati dall’Unione Europea per il 2030. Basta continuare a comportarsi con rigore. È quanto emerge dal bilancio dell’anno che si è appena concluso stilato da Legambiente Lombardia, secondo cui i dati smentirebbero le previsioni più pessimistiche sul raggiungimento degli standard fissati a livello continentale.
Se Varese, Como, Sondrio, Lecco e Bergamo sono le città in cui il miglioramento è più evidente, anche a Milano si registra un incremento qualitativo. C’è tuttavia un grande però: i giorni di inquinamento acuto, cioè quelli in cui la concertazione media giornaliera supera i 50 microgrammi di polvere per metro cubo d’aria, sono ancora troppo superiori ai 35 giorni previsti dalla vecchia direttiva. Particolarmente preoccupanti i rilevamenti della centralina in viale Marche, che ha rilevato ben 66 giorni di superamento della soglia critica.
Legambiente Lombardia è tornata poi a segnalare le aree non coperte dai rilevamenti di Arpa, l’Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente, in particolare la pianura compresa tra Oglio e Mincio, invocando un potenziamento nel monitoraggio.