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24/04/2026 18:29
Mentre le distese di terreno, ancora vuote, si preparano ad accogliere i Data Center, cioè i centri di elaborazione dei dati, si accende la discussione nel Pirellone. La Commissione Territorio ha infatti approvato, con i voti del solo centrodestra, il primo progetto di legge che mira a disciplinare l’apertura di queste controverse strutture. A maggio, il dibattito approderà quindi nelle aule del Consiglio regionale.
Il progetto di legge si propone di dirottare la realizzazione dei Data Center nelle aree industriali dismesse, indicate come ‘prioritarie’ per questi insediamenti. L’obiettivo è rigenerare siti in abbandono, ridurre il consumo di suolo, preservando le zone agricole, e facilitare il riuso a fini domestici del calore prodotto da questo tipo di attività.
Chi vorrà costruire i Data Center altrove dovrà pagare un contributo maggiore per edificarli, che andrà a finanziare interventi di compensazione urbanistica e ambientale. A Province e Città Metropolitana spetterà l’onere di mappare le aree inutilizzate o degradate e pubblicarne l’elenco.
Se per il presidente forzista della Commissione Territorio, Jonathan Lobati, il progetto di legge serve a colmare un vuoto normativo sia regionale che nazionale, il centrosinistra, invece, è molto critico.
Oltre a una mancata programmazione, il disegno approvato non sarebbe in grado di coniugare sviluppo e tutela del territorio, a detta del Pd.