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02/04/2026 15:40
Il video riporta fatti di cronaca con finalità esclusivamente informative e giornalistiche, nel rispetto delle persone coinvolte.

Sei anni e mezzo di carcere per Maurizio Pappalardo e 4 anni per Daniele Ziri. Sono queste le richieste dei pm Chiara Giuiusa e Alberto Palermo per i due imputati del processo Clean 2, nato a seguito dell'omonima inchiesta della Procura di Pavia su un presunto sistema corruttivo "particolarmente radicato" nel territorio pavese.

Pappalardo - ex comandante del Nucleo Informativo dei Carabinieri, ora in congedo - deve rispondere di corruzione, peculato e stalking. Secondo l'accusa l'ex ufficiale avrebbe favorito diversi imprenditori "amici", avvisandoli dell'arrivo dei controlli nei cantieri o nei ristoranti, avrebbe utilizzato auto di servizio a scopi personali e, soprattutto, avrebbe anche deciso di "punire" una sua ex fidanzata, che aveva interrotto i rapporti con lui nel 2019: con l'aiuto del collega Antonio Scoppetta, già condannato in abbreviato a quattro anni e mezzo di carcere per le stesse accuse, avrebbe monitorato gli spostamenti della ragazza, mettendole un tracciatore gps sull'auto, avrebbe inviato lettere diffamatorie al suo datore di lavoro e sarebbe arrivato addirittura a presentare un esposto anonimo all'Inps per denunciare il nonno della giovane.

A Daniele Ziri, brigadiere del Nucleo Ispettorato del Lavoro dei Carabinieri, la Procura contesta invece l'accusa di induzione indebita a dare o promettere utilità in relazione alla vicenda della villa di San Genesio, acquistata proprio da Scoppetta, a un prezzo di favore.

In aula i pubblici ministeri hanno ripercorso le tappe delle indagini, motivando le richieste di condanna per Pappalardo e Ziri, poi è intervenuto anche l'avvocato della parte civile, che rappresenta un amico dell’ex fidanzata di Pappalardo, anche lui secondo l’accusa a sua volta vittima di stalking. Il processo proseguirà il prossimo 30 aprile, data in cui sono in programma le arringhe degli avvocati della difesa.