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23/10/2026 08:42
Il video riporta fatti di cronaca con finalità esclusivamente informative e giornalistiche, nel rispetto delle persone coinvolte.

La Procura di Milano ha chiesto il rinvio a giudizio per la senatrice di FdI ed ex ministra del Turismo Daniela Santanchè e per altre 14 persone, più una società, per ipotesi di bancarotta fraudolenta, falso in bilancio e truffa aggravata ai danni dello Stato in relazione ai casi dei fallimenti delle società Ki Group, Ki Group Holding, Bioera e Umbria srl.
La richiesta di processo è stata formulata dai pm Luigi Luzi e Guido Schininà, con l'aggiunto Roberto Pellicano, dopo le indagini delegate al Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Gdf, chiuse a metà luglio. Rispetto alle imputazioni, solo una posizione minore di un indagato è stata stralciata per la richiesta di archiviazione, dopo un interrogatorio. La richiesta di processo, oltre alla parlamentare, riguarderebbe anche il figlio Lorenzo, l'ex compagno Giovanni Canio Mazzaro e la sorella Fiorella Garnero.
Al centro del procedimento, oltre ai fallimenti delle quattro società, c’è pure il capitolo, rimasto inedito fino a luglio, di 3,3 milioni di euro, ottenuti nel 2021, inducendo "in errore" Invitalia e sfruttando le misure di sostegno alle imprese durante il Covid. Accuse respinte dalla senatrice che, attraverso i suoi legali, già in estate aveva sottolineato di avere agito "con correttezza".
Santanchè è già imputata a Milano per altre due vicende: il presunto falso in bilancio su Visibilia, per cui è a processo, e la ipotizzata truffa ai danni dell'Inps che è in fase di udienza preliminare, ma è stata sospesa in attesa di una decisione della Consulta. Nei prossimi giorni verrà fissata un’udienza preliminare anche per questo nuovo capitolo.