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16/09/2026 18:59
Il contenuto affronta un evento sensibile in chiave informativa e giornalistica, con l’obiettivo di fornire contesto e comprensione dei fatti.

Nuova location forzata per il processo ‘Hydra’: per due udienze, la prossima il 23 settembre, il rito ordinario a carico di 45 imputati si celebra nella maxi aula della Corte d’Assise d’Appello del tribunale di Milano. Questo perché il crollo del contro soffitto ha impedito lo svolgimento nel bunker di San Vittore e così sarà ancora per un po’. Dopo il Palazzo di Giustizia, si andrà al carcere di Opera, finché il problema non sarà definitivamente risolto.
Dopo la sospensione del 10 settembre, è quindi iniziata ufficialmente la deposizione del pentito Francesco Bellusci, che sta ricostruendo il cosiddetto consorzio mafioso che unisce Cosa Nostra, 'ndrangheta e Camorra per fare affari in Lombardia. Bellusci, è già stato condannato nel processo ‘Hydra’ con rito abbreviato a 4 anni e 6 mesi per essere esponente della locale di 'ndrangheta di Lonate Pozzolo, nel Varesotto.
L’interesse su di lui è scattato dopo che i pm Alessandra Cerreti e Rosario Ferracane hanno depositato un interrogatorio in cui parlava di un consigliere di maggioranza di Buscate, nel milanese, e del suo presunto ruolo di intermediario tra Giacomo Cristello, condannato in abbreviato a 11 anni, e gli esponenti della famiglia di Vincenzo Rispoli, detenuto al 41 bis.
Nella prima udienza, però, si è ripartiti da zero. Bellusci ha ripercorso le sue origini, dal trasferimento dei nonni a Inveruno, nel milanese, alla sua travagliata vicenda familiare e adolescenza, costellata di violenza e soprusi. A circa 14 anni, conobbe i Cutrì, dediti al narcotraffico. Quella, a detta sua, è stata la prima volta che si è avvicinato al crimine organizzato.
Con loro compiva scorribande in vari comuni del milanese, tra cui Cuggiono, dove andò a vivere, Inveruno, Mesero e anche Magenta. E poi, nel 2017 arrivò l’affiliazione alla Camorra e nel 2019 quella alla ‘ndrangheta, come ‘sgarrista’.