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01/06/2026 15:47
Centocinquantamila persone. Per molti è solo un numero. Ma a Milano significa tavolini pieni, camere quasi esaurite, taxi prenotati, negozi aperti e file davanti ai musei. Nel ponte del 2 giugno il capoluogo lombardo si prepara ad accogliere quasi 150 mila visitatori. Sei su dieci arrivano dall'estero. Una fotografia che racconta molto più di un weekend lungo: racconta una città che continua a vendersi bene nel mondo anche quando l'economia internazionale rallenta e i consumi frenano.

Basta fare un giro tra il Duomo, Brera e i Navigli. Si sentono più lingue che dialetti. Non è un'impressione: nei primi quattro mesi dell'anno Milano ha già accolto quasi 2 milioni e 600 mila visitatori. I francesi guidano la classifica degli stranieri, seguiti dagli americani. E negli ultimi mesi è cresciuta in modo significativo anche la presenza di turisti spagnoli.
Dietro le valigie però ci sono soprattutto i conti. Perché il turismo oggi è una delle industrie più importanti della città. Gli alberghi, nel raggio di cinque chilometri dal centro, viaggiano già tra il 74 e il 77 per cento di occupazione. Gli appartamenti e le strutture extra alberghiere sono poco sotto. E con le prenotazioni dell'ultima ora si potrebbe arrivare attorno all'80 per cento..
E mentre molti milanesi approfittano del ponte per partire, sono proprio gli stranieri a riempire il centro. Una sorta di scambio di consegne che ormai si ripete a ogni festività.
Perché se una volta il ponte del 2 giugno significava città vuota, oggi per Milano significa esattamente il contrario: una città che lavora, incassa e continua ad attirare il mondo.