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16/02/2026 18:39
Da Vancouver 2010 a Parigi 2024 fino a Milano-Cortina 2026: le Pride House sono spazi inclusivi LGBTQIA+, creati in occasione di grandi eventi sportivi internazionali e dimostrano come lo sport possa essere un potente veicolo di inclusività, rispetto e unità. Per la sede del capoluogo lombardo è stato scelto il piano terra del MEET Digital Culture Center in viale Vittorio Veneto 2, zona Porta Venezia, che fino al 22 febbraio propone incontri con atleti e ospiti internazionali, spettacoli teatrali, arte, cinema, e molto altro.
In occasione dei Giochi Olimpici, un ruolo chiave è assunto da Pride Sport Milano, il coordinamento di gruppi sportivi LGBTQIA+ che promuove eventi, tornei e camminate per abbattere barriere e discriminazioni di genere. L’associazione riunisce 23 squadre appartenenti alla comunità attive in 11 discipline sportive. A coronare le tante iniziative all’interno del MEET sarà il passaggio di testimone alla prossima Pride House di Los Angeles, in occasione dei Giochi Olimpici del 2028.
Nel palinsesto di eventi si è tenuto anche un talk con gli atleti olimpici e campioni del mondo appartenenti alla comunità LGBTQIA+. Oltre al pluripremiato nuotatore Alex Di Giorgio, anche sportivi internazionali come Paul Poirier, candese, che ha vinto il bronzo nel pattinaggio di figura nella presente edizione Olimpica.
È bello vedere un luogo che crea una comunità attraverso lo sport” ha detto Poirier sulla Pride House meneghina, apprezzando l’inclusività dei Giochi di Milano Cortina 2026. Ma non bisogna fermarsi.