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29/05/2026 17:43
Un luogo dove passano milioni di persone ogni anno, ma che molti evitano appena cala il sole. È il terminal bus di Lampugnano, porta d’ingresso della città per viaggiatori e pendolari, diventato però simbolo di degrado e insicurezza.
Negli ultimi mesi si sono moltiplicate le segnalazioni: furti, aggressioni, sporcizia, fino al recente tentativo di violenza sessuale sventato da un autista. E chi parte di notte spesso preferisce aspettare lontano dalle pensiline, rifugiandosi nell’androne di un palazzo vicino.
In consiglio comunale l’assessora alla Mobilità Arianna Censi ha ammesso che gli interventi fatti finora non sono bastati. Il problema, spiega Palazzo Marino, è anche nella frammentazione delle competenze: il terminal è gestito da un concessionario privato, Atm controlla la metropolitana, mentre altre aree restano in carico al Comune.
Nel frattempo le recinzioni vengono continuamente danneggiate, la videosorveglianza non basta e il degrado torna poche ore dopo gli interventi di pulizia. “Metti una recinzione e viene abbattuta”, ha detto l’assessora.
Ora il Comune punta tutto sul nuovo bando di gestione, in scadenza nel 2026, promettendo regole più rigide su sicurezza e manutenzione, anche a costo di spendere di più. Sul tavolo ci sono più controlli, illuminazione rafforzata e una riqualificazione dell’area legata all’ex Palasharp.
Perché Lampugnano non è soltanto un terminal. È uno dei primi volti che Milano mostra a chi arriva in città.