Videonews


05/11/2026 17:12
Che il delitto di Garlasco sia diventato negli anni un fenomeno mediatico è ormai noto. L'ultimo capitolo di una storia che intreccia cronaca nera e narrazione seriale, oggi, riguarda Luigi Riganti, il giudice che sarà chiamato a decidere sulla richiesta di rinvio a giudizio per Andrea Sempio, il 38enne accusato dalla Procura di Pavia di essere il vero assassino di Chiara Poggi.

Riganti dovrà esaminare gli atti dell'ultima indagine condotta dal procuratore capo, Fabio Napoleone, e dall'aggiunto, Stefano Civardi. Il nome del giudice, nel giro di poche ore, è finito su tutti i giornali e sulle tv nazionali, ma anche sui social, dove si sprecano le elucubrazioni e le analisi e si scandaglia addirittura la vita personale di un magistrato tra i più esperti in servizio al tribunale di Pavia.

Riganti, 64 anni, in realtà è già piuttosto noto in città e in provincia, soprattutto grazie alle sue passioni per la musica e per il cinema. Suona come bassista in due band, i Dark Tales e i BlackBetties, e ha scritto un volume, assieme a Paolo Dovico, dedicato al rock italiano tra gli anni '70 e i 2000. Da alcuni anni organizza poi la rassegna “Cinema e giustizia”, in collaborazione con la camera penale di Pavia e con l'ordine degli avvocati, ed è coautore di un libro dedicato alla storia della cinematografia pavese. Riganti, come detto, ha una lunga carriera alle spalle: è tornato a Pavia nel 2010, dove è stato coordinatore della sezione penale e giudice del dibattimento, per poi passare alla sezione Gip.

Nel 2018 era presidente del collegio che inflisse le condanne per Flavius Savu e Florin Tanasie, i due uomini a processo per le estorsioni a sfondo sessuale all’ex rettore del santuario della Bozzola di Garlasco, don Gregorio Vitali. Riganti è stato poi il giudice del processo a Massimo Adriatici, l'ex assessore del comune di Voghera condannato a 12 anni di carcere in primo grado per l'omicidio di Youns El Boussetaoui, e in queste settimane dovrà valutare se disporre altre indagini per il delitto di Andrea Rocchelli, il fotoreporter pavese ucciso in Ucraina nel 2014.