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16/06/2026 18:47
Approfondimento giornalistico volto a informare e contestualizzare un tema di interesse pubblico.

Un tripudio di emozioni, tutte confluite nelle lacrime sgorgate dai suoi occhi rossi come il suo volto. È così che Filippo Borsellino, portavoce degli acquirenti delle case rimaste bloccate dalle inchieste sull’urbanistica milanese, è arrivato fuori dal Tribunale dopo la prima sentenza. Torre Milano di via Stresa, tutti assolti e immobile non confiscato. Questa la decisione della giudice Paola Braggion della settima penale, che ha respinto le richieste di condanna per gli otto a processo formulata dalla Procura.
Un verdetto che ha fatto tirare un sospiro di sollievo alle “Famiglie sospese”, che vedono ora un barlume di speranza per poter appropriarsi, o riappropriarsi, dell’abitazione che hanno comprato da tempo. Su Torre Milano, Borsellino è partito dalle parole della pm Marina Petruzzella, che nella sua requisitoria era stata dura sugli edifici coinvolti dall’inchiesta.
Filippo Borsellino, portavoce comitato “Famiglie sospese” Milano
Il portavoce del comitato ha quindi ravvisato un’origine ideologica nell’intero impianto accusatorio che sta dietro alle indagini della Procura sull’urbanistica. Il riferimento, in particolare, va all’annuncio della titolare numero uno, l’ormai ex magistrato Tiziana Siciliano, di candidarsi come vicesindaca per la lista Milano Libera di Massimiliano Lisa nelle prossime comunali.
E quindi, l’appello alla politica: che si apra un tavolo permanente sia a Palazzo Marino che con il governo.