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07/07/2026 18:19
Per spartirsi i soldi della Champions non bastava l'accordo tra gli ultras. L'ultima parola, secondo Marco Ferdico, spettava alla 'ndrangheta. L'ex numero due della Curva Nord dell'Inter, dopo Andrea Beretta, ha deciso di collaborare con la giustizia. Le sue dichiarazioni, rese ai pm della Dda di Milano Stefano Ammendola e Paolo Storari, insieme al magistrato della Procura nazionale antimafia Giovanni Musarò, sono state depositate nel processo per l'omicidio di Vittorio Boiocchi.
Ferdico racconta che, prima della semifinale di Champions League del 2023 tra Inter e Milan, le due curve avevano raggiunto un'intesa: chi fosse andato in finale avrebbe riconosciuto il trenta per cento degli incassi all'altra. Ma il leader della Curva Sud Luca Lucci, sostiene il collaboratore, avrebbe chiesto il via libera a un esponente della cosca Trimboli. Solo dopo quell'assenso sarebbe arrivato l'accordo definitivo.
Nei verbali compare anche il rapporto con alcuni giocatori dell'Inter. Ferdico racconta di aver chiesto al manager di Federico Dimarco un riconoscimento per la curva dopo lo scudetto della seconda stella e parla di rapporti molto stretti anche con Calhanoglu, con cui avrebbe persino organizzato una vacanza in Germania.
E poi gli affari dentro San Siro: dagli accordi sul prezzo della birra alla spartizione degli incassi. Un racconto che, se confermato, descrive un sistema in cui il tifo era solo una parte di un business molto più ampio, sul quale, secondo il pentito, la criminalità organizzata aveva un ruolo decisivo.