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07/07/2026 18:16
Approfondimento giornalistico volto a informare e contestualizzare un tema di interesse pubblico.

A due mesi dalla ripresa delle lezioni, le famiglie degli studenti del liceo Golgi di Broni chiedono risposte certe e in tempi rapidi. Il liceo è chiuso da fine marzo per l’emergenza amianto. Sul tema, c’è stata una petizione popolare sottoscritta da oltre 830 cittadini che sollecitano la convocazione di un tavolo con la Prefettura. L’obiettivo è discutere di quella che non è più una criticità temporanea, bensì una vera e propria emergenza sociale che coinvolge centinaia di studenti, famiglie, personale scolastico e l’intera comunità di Broni.
I genitori sottolineano, in una nota, come non sia garantita con assoluta certezza la salubrità della scuola, inserita all’interno del Sito di interesse nazionale, e già oggetto di un finanziamento ministeriale di 3 milioni di euro per demolire e ricostruire l’edificio. Tra le criticità sollevate, anche la necessità di accelerare sull’iter per il progetto del nuovo liceo Golgi di Broni, di cui ancora si hanno poche novità.
Nel pomeriggio di martedì, intanto, Ats ha diffuso una circolare, secondo cui, dopo campionamenti di fibre di amianto e sopralluoghi all’interno dell’edificio, non ci sono più controindicazioni all’utilizzo dei locali, ad eccezione della palestra e di uno dei bagni. Tutto questo, fatti salvi i necessari interventi di manutenzione e l’impegno degli enti preposti ai controlli. Il dirigente scolastico ha quindi diramato una circolare in cui si rende noto che da settembre le lezioni potranno ripartire nella vecchia sede di viale Gramsci per tutti gli studenti. Del caso, si era interessato anche il gruppo regionale di Fratelli d’Italia che chiede ora di accelerare sulla costruzione del nuovo liceo Golgi di Broni.