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02/03/2026 20:10
Il video riporta fatti di cronaca con finalità esclusivamente informative e giornalistiche, nel rispetto delle persone coinvolte.

Colpo di scena nella vicenda della sparatoria nel boschetto di Rogoredo. Carmelo Cinturrino, l’assistente capo della Polizia detenuto con l’accusa di omicidio volontario per la morte del 28enne Abderrahim Mansouri, cambia difesa.
A rappresentarlo non sarà più l’avvocato Piero Porciani, che lo aveva assistito fin dall’inizio, ma il penalista Marco Bianucci. Una scelta che segna un cambio di rotta nella strategia legale mentre le indagini della Procura di Milano proseguono.
Porciani – che in passato ha seguito diversi casi legati a appartenenti alle forze dell’ordine – avrebbe appreso della sostituzione solo attraverso una comunicazione telematica. Fino a poco prima aveva avuto colloqui con i magistrati proprio nell’ambito dell’inchiesta. L’ex difensore ha spiegato ai nostri microfoni di non conoscere le ragioni della decisione presa dal suo ex assistito.
Intanto il quadro accusatorio resta pesante. Il gip Domenico Santoro, nell’ordinanza di custodia cautelare, ha parlato apertamente di volontà omicida nello sparo che il 26 gennaio ha colpito Mansouri.
Parallelamente gli investigatori della Squadra Mobile, coordinati dal pm Giovanni Tarzia, stanno approfondendo il contesto in cui l’agente operava. Tra le testimonianze raccolte emergono anche racconti su presunte richieste di denaro o droga agli spacciatori della zona, accuse che Cinturrino ha respinto definendole “infamità” in una lettera scritta dal carcere.
Nel frattempo gli inquirenti stanno verificando anche l’esistenza di un video che lo mostrerebbe mentre colpisce con un martello uno spacciatore in sedia a rotelle. Elementi che potrebbero contribuire a chiarire il contesto in cui è maturata la sparatoria costata la vita a Mansouri.