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19/08/2026 17:56
Il video riporta fatti di cronaca con finalità esclusivamente informative e giornalistiche, nel rispetto delle persone coinvolte.

Aveva lavorato per quasi trent’anni nelle Officine Grandi Riparazioni, a Voghera, contribuendo alla manutenzione del materiale rotabile ferroviario. Era poi morto nel maggio di due anni fa per un mesotelioma pleurico maligno. Una morte che si sospetta possa essere legata all’esposizione all’amianto. Per fare luce sulle cause del decesso di Gianni Oliva, è stato presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Pavia. A presentarlo il figlio Gianluca, assistito dall’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio nazionale amianto.
L’obiettivo è accertare eventuali responsabilità penali e ipotesi di reato, tra cui l’omicidio colposo aggravato dalla violazione delle norme sulla sicurezza del lavoro. Si chiede alla Procura di individuare le persone che nel corso degli anni hanno avuto ruoli nella gestione della sicurezza e della salute dei lavoratori, all’interno delle Ferrovie dello Stato e di Trenitalia.
L’amianto infatti era molto utilizzato nelle manutenzioni ferroviarie. Durante queste operazioni, le fibre si sarebbero disperse negli ambienti di lavoro, esponendo tutti i lavoratori presenti nei reparti. Al documento sono state allegate le certificazioni dell’Inail e del Centro Operativo Regionale Mesoteliomi Lombardia.
Secondo i legali di Gianluca Oliva, non sarebbero state adottate per molto tempo misure adeguate per prevenire o limitare l’esposizione dei lavoratori alle fibre di amianto. Mancavano efficaci sistemi di aspirazione e ventilazione e dispositivi di protezione individuali. Insufficiente anche la sorveglianza sanitaria. Per tutti questi motivi si chiede di fare chiarezza una volta per tutte.