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18/06/2026 18:13
Il contenuto affronta un evento sensibile in chiave informativa e giornalistica, con l’obiettivo di fornire contesto e comprensione dei fatti.

Le mafie al Nord non sparano quasi mai. Si muovono nei cantieri, negli appalti, nei locali, dentro pezzi di economia che sembrano lontanissimi rispetto ai sistemi illeciti che le alimentano. Ed è anche per questo che quando dalle carte di un processo affiorano minacce di morte contro chi indaga, il livello dell’allarme cambia.
È il peso che si porta dietro Hydra, uno dei filoni più complessi aperti dalla Procura di Milano sul sistema della criminalità organizzata lombarda. Un’inchiesta che ha messo a fuoco relazioni, interessi e una rete capace di tenere insieme mondi diversi sotto la stessa regia.
Proprio le ultime rivelazioni di alcuni collaboratori di giustizia hanno fatto emergere progetti violenti contro il procuratore Marcello Viola e i pm Alessandra Cerreti e Rosario Ferracane.
Attorno a loro si è stretta la solidarietà di Libera e Avviso Pubblico, insieme a sindaci, assessori e rappresentanti delle istituzioni del territorio, riuniti davanti all’ingresso dell’aula bunker in segno di vicinanza.