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22/06/2026 21:03
I gazebo della Lega sparsi in 38 punti di Milano per chiedere ai cittadini di scegliere il nuovo candidato sindaco hanno sancito l’entrata nel vivo della corsa alle comunali del 2027. In testa alla numerosa lista di nomi sono emersi il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini e la vicesegretaria federale del Carroccio, nonché europarlamentare, Silvia Sardone. Tra le altre scelte, sono stati indicati anche il leader di Noi Moderati Maurizio Lupi e l’ex presidente di Assolombarda, Alessandro Spada.
Insomma, profili per certi versi allineati e per altri discordanti, come ha notato anche l’attuale sindaco di Milano, Giuseppe Sala. All’indomani della due giorni, il primo cittadino ha evidenziato come i nomi usciti, su cui non si è espresso direttamente, siano destinati a creare parecchio dibattito nel centrodestra. Cosa che non deve accadere tra le sue fila.
Le comunali andranno di pari passo con le politiche, che si terranno sempre nel 2027. Al sindaco Sala non è sfuggita quella foto che raduna i leader del cosiddetto campo largo, formato da Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi-Sinistra mentre abbozzano un programma durante una cena. Anche per via delle polemiche che ha generato, scatenate soprattutto da chi nel centro o centrosinistra si è sentito escluso, cioè Renzi e Calenda. Sala, che aveva anche partecipato a un evento con il leader di Italia Viva per la creazione di una Casa Riformista, ha detto che una quarta gamba al campo largo, in realtà, serve.
Molto, comunque, dipenderà anche da come sarà la nuova legge elettorale. E da come l’ascesa di Vannacci la influenzerà.