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04/02/2026 19:26
Il contenuto ha finalità di informazione e prevenzione e non intende favorire pratiche fraudolente.

L’intelligenza artificiale e l’automazione stanno trasformando l’economia del crimine informatico, aumentando il numero dei cosiddetti cyberattacchi. Il corso del 2026 sarà caratterizzato da campagne di intrusione autosufficienti, capaci di adattarsi in tempo reale al cambiamento digitale in atto. Il principale metodo con cui i cybertruffatori agiscono è il phishing, cioè una mail che chiede di inserire dati personali su un sito terzo per pagare multe o corrispondere denaro per motivi irreali o cause inesistenti.
Ma non di solo phishing vivono i criminali che operano su Internet. Negli ultimi anni sono aumentati i cosiddetti “deepfake”, cioè i casi in cui un malintenzionato assume tramite l’intelligenza artificiale le sembianze e persino la voce di persone note per estorcere denaro. E poi, ancora, gli hacker possono installare programmi per spiare e rubare i dati, per rivenderli al miglior offerente. Basta solo un click sbagliato o un sì di troppo da parte dell’utente.
Esiste però una possibile guida di sopravvivenza. Gli esperti consigliano ai nativi digitali di aiutare i più anziani a non incappare in queste truffe e di fare sempre una doppia verifica: se si ricevono chiamate da figli in pericolo o situazioni simili, è bene sempre richiamarli per verificare se lo siano per davvero o se si sia caduti vittima di un raggiro.
Tutto questo è il risultato di una ricerca presentata a Milano, che ha voluto sensibilizzare soprattutto le aziende: secondo lo studio, è proprio nei sistemi più aperti che i cybercriminali attaccano di più, perciò le imprese devono implementare la propria sicurezza per tutelare se stesse e i dipendenti. Ma in un mondo sempre più digitalizzato, è bene che ognuno faccia la propria parte.