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30/09/2026 20:51
La maxi inchiesta della Procura di Milano sull’urbanistica ha avuto effetti anche sui cantieri non attenzionati. È il caso di via Gaetano Crespi 28, nel quartiere Lambrate di Milano: il progetto, promosso dalla cooperativa Domoservice, sorge in una ex zona industriale al centro di una radicale trasformazione. Si parla di un condominio di 8 piani con 75 appartamenti. La richiesta di permesso di costruire convenzionato era stata protocollata a ottobre del 2024. Ma poi, nel 2025 il Comune di Milano ha bloccato i lavori, senza però, denunciano gli acquirenti, dare spiegazioni sui motivi.
I futuri abitanti, con il comitato delle Famiglie sospese, hanno quindi tenuto degli incontri con la vicesindaca Scavuzzo, con delega all’Urbanistica, ma sono ancora in attesa dell’approvazione della convenzione da parte della Giunta, necessaria per ottenere il titolo edilizio, inizialmente prevista entro quest’estate. È stata però aperta la conferenza dei servizi, atto con cui vengono semplificati i processi amministrativi per ottenere il nulla osta a partire.
A denunciare lo stallo, uno degli acquirenti, Giacomo Cioni, insieme con Gianfranco Zita, anche aderente di un progetto della medesima cooperativa nel 2022 in via Erice, zona Ripamonti, poi stralciato per via del blocco.
La situazione è quindi nelle mani del Comune, la cui inerzia denunciata dalle famiglie sospese è già stata redarguita dal Tar, che lo aveva chiamato a esprimersi entro 60 giorni sul via libera o meno di un altro progetto in zona Lambrate, quello di via Cletto Arrighi 16. Altrimenti la pratica andrà nelle mani di un commissario nominato dal Tribunale meneghino.
C’è poi anche un problema di sicurezza: dalle immagini inviate alla redazione da un telespettatore anonimo, si nota che il cantiere è abitato. E che la zona è soggetta ad atti vandalici contro le auto.