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08/05/2026 16:23
Approfondimento giornalistico volto a informare e contestualizzare un tema di interesse pubblico

Il malcontento dei lavoratori Atm torna in piazza. Il 9 maggio alle 16 piazza Cairoli farà da sfondo alla protesta organizzata dai Cobas insieme ai comitati degli utenti: nel mirino turni sempre più pesanti, carenza di personale e un servizio che — secondo il sindacato — negli anni sarebbe stato progressivamente ridotto.
Una mobilitazione che arriva mentre sul trasporto pubblico milanese si apre anche un nuovo fronte legale.
Filt-Cgil, Fit-Cisl, UilTrasporti, Faisa-Cisal, Ugl e Orsa stanno preparando una vertenza collettiva che riguarda tranvieri, autisti di autobus e macchinisti. Nel mirino le ore extra accumulate tra il 2002 e il 2025: il tetto previsto dal contratto era di 250 ore annue fino al 2014, poi salito a 300.
Una decisione arrivata dopo il fallimento delle trattative con l’azienda, ma anche dopo una recente sentenza che ha già condannato Atm a risarcire 16 tranvieri per oltre 270 mila euro per il cosiddetto “danno da usura psicofisica” legato agli straordinari accumulati negli anni.
Secondo le prime stime sarebbero già circa mille i lavoratori interessati ad aderire alla causa. E c’è chi, sempre secondo i sindacati, avrebbe superato perfino le mille ore di straordinario in un anno.
Una situazione che si intreccia con la cronica carenza di conducenti, problema che da tempo mette sotto pressione il trasporto pubblico non solo a Milano ma in tutta Europa.
Atm, dal canto suo, ribadisce la propria posizione: gli straordinari — sostiene l’azienda — non sarebbero imposti né programmati, ma svolti su base volontaria e regolarmente retribuiti.