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16/06/2026 18:59
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Discussione rinviata, ancora una volta, sulla dotazione del taser alla Polizia locale di Milano. Lunedì sera, in aula a Palazzo Marino c’erano solo 19 consiglieri in quella che avrebbe dovuto essere la seduta decisiva, sintomo che forse i dubbi sul tema sono ancora troppi.
Un rinvio che ha fatto partire all’attacco tutto il centrodestra. “Quando si tratta di prendere una decisione importante per la città, questa maggioranza non c'è e non si fa trovare pronta”, ha tuonato il capogruppo di Fratelli d’Italia Riccardo Truppo. Ha seguito la Lega, guidata a Palazzo Marino da Alessandro Verri: “Quello che è accaduto in Consiglio comunale è l'ennesima dimostrazione di una maggioranza ormai allo sbando, incapace di assumersi le proprie responsabilità”, le sue parole al veleno.
Ha minimizzato, invece, il Partito Democratico, che attraverso le dichiarazioni della capogruppo Beatrice Uguccioni, ha ricordato che in città c’erano molte iniziative politiche. Quindi, secondo la dem, l’aula avrebbe anche rischiato di iniziare a discutere una delibera e gli emendamenti senza poi arrivare al voto definitivo.
La maggioranza di centrosinistra ha infatti già deciso che la propria decisione sulla dotazione del taser alla Polizia Locale sarà legata ad alcune clausole. Tra queste, che gli agenti seguano corsi di formazione su tematiche Lgbtqia+, richiesta che ha suscitato non poche polemiche.
Sulla vicenda è di nuovo intervenuto il sindaco Giuseppe Sala, che ha ritenuto la legge nazionale sul taser già completa e quindi senza necessità di aggiunte. Sulla formazione in tema di minoranza, Sala ha aggiunto che il discorso va slegato dallo strumento. E infine, rimarcando il suo sostegno al taser, il primo cittadino ha però lasciato libertà al Consiglio, auspicando una decisione chiara e in tempi rapidi.