Videonews


28/10/2026 15:28
Questo servizio giornalistico tratta un tema sensibile, ha finalità esclusivamente informative e di cronaca.
L'obiettivo è raccontare un fatto di cronaca e di interesse pubblico, fornire il necessario contesto e favorire una corretta comprensione degli eventi, nel rispetto del lavoro delle autorità e delle persone coinvolte.
Il contenuto non mostra immagini o scene di violenza fisica o verbale, né intende promuovere, giustificare o incoraggiare comportamenti illeciti o pericolosi, anzi esprime l'esigenza da parte delle istituzioni di fare informazione e prevenzione con particolare attenzione alla contestualizzazione e alla comprensione dei fatti, nel rispetto di tutte le persone coinvolte.

Tracce di liquido infiammabile nell’appartamento di Rosalba Persico. È questo l’elemento che imprime una svolta nelle indagini sulla morte dell’83enne disabile, rimasta intrappolata nell’incendio divampato lunedì in via Bottoni, al Vigentino, nella periferia sud di Milano. I primi accertamenti avrebbero individuato della benzina vicino all’ingresso e nella zona del soggiorno, dove si sarebbero sviluppate le fiamme. Un riscontro che rafforza l’ipotesi di un rogo appiccato volontariamente.
La donna, che aveva gravi difficoltà motorie, non è riuscita a mettersi in salvo. Secondo quanto ricostruito, era solita lasciare la porta di casa aperta o socchiusa per consentire ai vicini di aiutarla in caso di necessità. Un’abitudine che potrebbe aver facilitato l’accesso all’appartamento. Spetterà ora agli investigatori ricostruire con esattezza la dinamica dell’incendio e stabilire chi abbia versato il liquido infiammabile e innescato le fiamme.
L’attenzione della Squadra Mobile si concentra su un vicino di casa, indicato da alcuni residenti come possibile responsabile. L’uomo era già stato segnalato per precedenti episodi e minacce. Dopo essere stato ascoltato in Questura, era stato lasciato libero in assenza di elementi sufficienti per adottare provvedimenti nei suoi confronti. La sua eventuale responsabilità resta da accertare.
Nelle ore successive, il sospettato è tornato nello stabile e ha minacciato di togliersi la vita. Soccorso dai sanitari, è stato accompagnato all’ospedale San Paolo per una valutazione psichiatrica.
Gli investigatori proseguono gli accertamenti anche alla luce di un altro incendio verificatosi nello stesso condominio lo scorso 11 ottobre. Un precedente che potrebbe essere utile per ricostruire quanto accaduto, ma sul quale resta da verificare ogni eventuale collegamento con il rogo mortale.