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15/07/2026 16:37
Questo video ha finalità esclusivamente informative e giornalistiche. I fatti riportati si basano sugli atti e sulle informazioni rese pubbliche dalle autorità competenti e dagli organi di stampa al momento della pubblicazione. Le persone coinvolte sono da considerarsi innocenti fino a eventuale sentenza definitiva, nel rispetto del principio della presunzione di innocenza. Eventuali sviluppi successivi potrebbero modificare il quadro della vicenda.

Ci sono nuovi sviluppi nell'inchiesta sull'aggressione a sfondo antisemita avvenuta a Milano lo scorso primo marzo, in piazzale Siena. La Procura ha infatti chiuso le indagini e tra gli indagati compare anche il trapper milanese Sacky, all'anagrafe Sami Abou El Hassan. Per lui le accuse sono di minacce e lesioni aggravate dalla finalità di discriminazione e odio religioso.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, quella sera due studenti universitari argentini, di 19 e 20 anni, entrambi di religione ebraica, erano appena usciti da un supermercato. Indossavano la kippah e abiti tradizionali quando sarebbero stati accerchiati da un gruppo di una decina di giovani.

Prima gli insulti, con slogan come "Fuck Israel", poi l'aggressione fisica. Uno dei due ragazzi è stato colpito con un pugno al volto e ha riportato la frattura del setto nasale. L'episodio aveva immediatamente suscitato forte indignazione in città e aperto un dibattito sulla crescita degli episodi di antisemitismo e dei reati d'odio.

Per gli inquirenti, Sacky non avrebbe materialmente sferrato il pugno, ma avrebbe preso parte all'azione pronunciando frasi minacciose e contribuendo al clima intimidatorio, senza mai dissociarsi dall'aggressione. L'autore materiale del colpo, invece, è un pugile dilettante, già agli arresti domiciliari con le stesse accuse aggravate dall'odio religioso.

Con la chiusura delle indagini, la Procura si prepara ora a chiedere il rinvio a giudizio degli indagati. Nel frattempo, però, l'attività investigativa prosegue per identificare gli altri componenti del gruppo che avrebbe preso parte all'aggressione.