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15/06/2026 18:30
Approfondimento giornalistico volto a informare e contestualizzare un tema di interesse pubblico.

Di famiglie sospese, a Milano, non ci sono solo quelle che hanno visto la propria casa sequestrata o il cantiere bloccato dalle indagini sull’urbanistica. C’è anche un’intera comunità, spesso dimenticata, che vive in modo regolare nell’estremo sud della città. È quella del “Villaggio delle rose” di via Chiesa Rossa 351, che da un giorno all’altro rischia di rimanere senza un tetto sotto cui vivere. Stanchi del limbo in cui sono finiti da un anno e mezzo, gli abitanti del campo hanno deciso di radunarsi in presidio davanti a Palazzo Marino per chiedere di essere ascoltati.
Era il 19 dicembre 2024 quando il Comune di Miano proclamò il ‘superamento del campo’, che prevede una graduale immissione temporanea dei residenti in case popolari per recuperare e bonificare il luogo. Ma gli inquilini, un po’ rom un po’ gagi, non volevano rinunciare a un patrimonio costruito in 26 anni. E poi, volevano lasciare gli alloggi a prezzi calmierati a chi ne avesse davvero la necessità. Quindi, la comunità ha avanzato delle proposte al Comune per poter preservare il Villaggio. Ma per via di un problema strutturale, il dialogo si è presto interrotto.
E quindi, con la scadenza dei termini massimi per restare nel campo che si avvicina sempre di più, gli abitanti ora hanno paura di vedere le ruspe. E di dover andare non sanno bene dove.