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23/10/2026 19:14
"Lega di lotta e di governo": è questo lo slogan scelto dal Carroccio per il Congresso straordinario convocato da Matteo Salvini per il weekend a Milano. Un appuntamento a cui sono attesi 705 delegati da tutta Italia per l’elezione del segretario federale, discutere dei temi prioritari e condividere le linee programmatiche del partito per il futuro del Paese. L’evento, che vede a capo il presidente alla Camera Lorenzo Fontana, si svolgerà all’Allianz MiCo, nel nord ovest della città.
Lo statuto della Lega prevede che sia il Consiglio federale, in gran parte composto da figure vicino al leader, a stabilire il numero totale dei delegati per il Congresso. A questi poi si aggiungono i “membri di diritto e votanti, che oltre allo stesso segretario e al Consiglio federale comprendono i segretari regionali e provinciali, i parlamentari, i ministri, i consiglieri regionali, i presidenti di provincia e i sindaci dei comuni capoluogo.
Eventuali emendamenti e mozioni andavano presentati entro 72 ore dall’inizio del Congresso, che sarà alle 14 di sabato, e necessitavano di 80 firme dei votanti a sostegno. Per esprimere parere positivo si va per alzata di mano, quindi il nome di chi è favorevole è palese.
A differenza dell’elezione del segretario federale, che siccome ci sono due candidati sarà a voto segreto. Oltre a Matteo Salvini, attuale leader, c’è in gara anche il senatore Massimo Garavaglia. Mentre il primo è portavoce di una svolta più a destra e populista, il secondo è sostenuto dal fronte del Nord, che comprende anche il governatore della Lombardia Attilio Fontana, per il quale col voto segreto potrebbero esserci della soprese.
Intanto, è scattata qualche piccola scintilla tra i due candidati. Garavaglia ha sostenuto di aver provato a contattare Salvini per comunicargli della sua candidatura, senza ricevere risposta. Il vicepremier ha quindi replicato di averlo sentito martedì per più di un quarto d’ora a quel punto il senatore ha corretto il tiro, parlando di un silenzio nei mesi precedenti. Certo è che la due giorni diramerà tutti i dubbi sulla direzione che prenderà il partito e chissà che i possibili disordini non diano una spinta.