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23/10/2026 20:03
Approfondimento giornalistico volto a informare e contestualizzare un tema di interesse pubblico.

Sistemi di raffreddamento per limitare il consumo di acqua, obbligo di acquistare energia da fonti non rinnovabili e priorità al recupero di aree dismesse, per limitare il consumo di suolo. Sono queste le modifiche principali contenute nel progetto della nuova legge regionale sui “data center”. Le novità sono state illustrate dall’assessore regionale alle Risorse energetiche, Massimo Sertori.
La legge sui “data center” approvata a giugno è stata rivista, alla luce delle numerose richieste per impianti che riguardano anche la provincia di Pavia. Sono state quindi introdotte regole più chiare per controllare i progetti e bilanciarli con le esigenze del territorio.
I nuovi centri dati dovranno ottenere da Terna o dall’operatore di distribuzione la certificazione di fattibilità della connessione alla rete elettrica. Si punta inoltre a rafforzare il ruolo dei Comuni. Se il progetto non sarà conforme ai Piani di governo del territorio, sarà necessaria una variante urbanistica. Se invece è già previsto, va predisposto un piano attuativo, da sottoporre a valutazione ambientale strategica.
Sul tema dei “data center”, le opposizioni in consiglio regionale vanno all’attacco. Il Partito Democratico e il Movimento 5 Stelle chiedono di sospendere ogni autorizzazione sui nuovi impianti, fino a che non sarà approvata la nuova legge. I consiglieri di opposizione accusano Regione Lombardia di ritardi, incompetenza e scarsa attenzione alla tutela del territorio. Il dibattito rimane quindi ancora caldo.