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02/10/2026 18:37
Il video riporta fatti di cronaca con finalità esclusivamente informative e giornalistiche, nel rispetto delle persone coinvolte.

Sono stati rimpatriati i due cittadini stranieri accusati, insieme a un terzo soggetto, di aver aggredito nel quartiere Bande Nere il rabbino capo della Sinagoga di Via Soderini a Milano. A darne notizia il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, con un post sui propri social accompagnato dal commento “Non c’è spazio nel nostro Paese per odio e violenza e nessun gesto di antisemitismo verrà mai tollerato”.
Il fatto è avvenuto nel tardo pomeriggio di mercoledì 16 settembre: mentre il rabbino, 60 anni, aspettava l’autobus 67, sarebbe stato preso di mira dai tre ragazzi, tra i 19 e i 21 anni, di origine nordafricana. Il religioso aveva denunciato di aver ricevuto degli insulti e poi che uno di loro gli ha preso il cappello e se lo è messo in testa per schernirlo. Il rabbino ha quindi estratto il telefono e iniziato a filmare la scena e a quel punto uno gli avrebbe sferrato un calcio, sbilanciandolo.
Nei minuti dopo, la polizia aveva intercettato i presunti autori e li aveva accompagnati in Questura. Tutti e tre erano stati destinatari da un foglio di via da Milano, mentre l’autore del calcio, il 20enne di origine tunisina, era finito anche in manette e aveva subito un processo per direttissima. Fuori dall’aula, il fratello 21enne, uno dei tre, aveva raccontato che il gesto era una semplice bravata e aveva respinto le accuse di razzismo.
La giudice Sofia Fioretta aveva alla fine disposto all’autore del calcio l’obbligo di firma per propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale etnica e religiosa. Secondo quanto trapelato, i rimpatriati sarebbero invece gli altri due, il fratello 21enne e il 19enne di origini marocchine.
Soddisfazione per il provvedimento è stata espressa dal presidente della Comunità ebraica di Milano, Walker Meghnagi, che ha ancora una volta auspicato l’approvazione del Ddl antisemitismo alla Camera.