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18/08/2026 18:49
Il servizio tratta il tema in modo informativo e giornalistico, senza promuovere o incoraggiare comportamenti illegali o pericolosi.

In cima c’è la Campania, subito dopo la Lombardia. E bisogna scendere un po’ per trovare la terza classificata, la Sicilia. Non si parla di stile o costo della vita, ma della violenza che nasce per strada, quando si è al volante o in sella. Basta una semplice precedenza non concessa, una manovra azzardata o un sorpasso e l’ira esplode in quella che psicologi definiscono road rage. Da un suono di clacson si passa agli insulti, fino ad arrivare alle mani nei casi estremi.
Secondo l’Osservatorio Asaps-Sapidata, la Lombardia nel 2025 si è posizionata seconda per questi tipi di comportamenti con 38 episodi, uno in meno della capolista, la Campania, e ben 13 in più della terza, la Sicilia, con 25 casi. Guardando i numeri, a livello nazionale le aggressioni gravi in strada sono state 227, 183 in più rispetto al 2024. E in molte non ci si è fermati alle mani: in 48 episodi, sono state utilizzate pistole, coltelli o altre armi proprie; in altri 45, mazze, cacciaviti, ombrelli o persino la stessa automobile.
Guardando alla città di Milano, soprattutto nei periodi di massima affluenza, la situazione del traffico è percepita come agitata e anche aggressiva. Gli automobilisti stessi ammettono che spesso cedono alle provocazioni o all’adrenalina del momento. C’è però anche chi mantiene la calma.
Le stesse persone, quando abbandonano la propria auto e si spostano a piedi, o magari utilizzano un altro mezzo, riconoscono che l’aggressività è palpabile. D’altronde, in tanti si sono abituati all’idea della “Milano che corre”.