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09/09/2026 17:35
Pronti via e anche il dibattito nel centrosinistra è entrato nel vivo. E Giuseppe Sala sceglie di rispondere alle critiche non tanto difendendo il passato, quanto chiedendo ai suoi possibili successori di spiegare come vogliono cambiare la città.
Il punto di partenza è l’accusa di Pierfrancesco Majorino sulla cosiddetta “lobby del cemento” che avrebbe condizionato Milano.
Sala replica con i numeri: secondo un recente studio del Politecnico, dice il sindaco, il costruito negli ultimi dieci anni sarebbe aumentato appena dello 0,37 per cento. E mentre il costruito è rimasto sostanzialmente stabile, gli oneri di urbanizzazione sono passati dai 46 milioni del 2015 ai 140 milioni del 2025, con il picco di 270 milioni nel 2023. Insomma, per Sala, se esiste una lobby del cemento, non sarebbe poi così potente.

Ma la parte più interessante arriva subito dopo. Perché Sala dice una cosa che guarda già oltre la sua amministrazione: “Se mi ricandidassi oggi, lo farei con idee nuove e più adatte ai tempi”.

È forse questo il vero tema della prossima sfida a Milano: non soltanto continuità o discontinuità con l’era Sala, ma capire che cosa è cambiato in questi anni e quali problemi la prossima amministrazione dovrà affrontare in modo diverso.

E poi c’è il verde, altro terreno sul quale si sta già giocando la partita politica.

Sala invita gli avversari a rispondere con idee, numeri e proposte.

Casa, urbanistica, verde e rapporto con i privati. Chi le saprà spiegare meglio ai milanesi riuscirà anche a spiegare quale Milano immagina per i prossimi anni.